La parola Trekking deriva dal verbo inglese “To Trek”, traducibile in italiano con “Camminare per lunghe distanze”. Questo sport all’aperto, che in Italia sta trovando sempre più appassionati e praticanti, consiste per l’appunto nel fare lunghe camminate in mezzo alla natura, in sentieri di montagna o nei boschi, per scoprire zone incontaminate e ritrovare sé stessi.

Un elemento fondamentale, quando si parla di escursioni, è lo zaino da trekking. Senza saremmo persi in partenza, perché al suo interno trovano posto tutti gli oggetti imprescindibili per affrontare al meglio un’esperienza outdoor di questo tipo.

Come si prepara lo zaino per il trekking? In questo articolo cercheremo di rispondere a questa domanda, soffermandoci su quale zaino scegliere per l’escursionismo, cosa mettere nello zaino da trekking e – soprattutto – come riempirlo al meglio.

Siamo pronti? Partiamo!

Quale zaino da escursionismo scegliere

Prima di partire per un’escursione serve capire di quale zaino abbiamo bisogno. Non tutti gli zaini da trekking sono uguali, naturalmente. Quello che non bisogna fare è lasciarsi prendere la mano e acquistare uno zaino solo perché ha un colore sgargiante o è di una marca che ci piace.

La parola d’ordine, quando scegliamo lo zaino per il Trekking, deve essere senza dubbio “funzionalità”. Lo zainetto deve essere comodo da portare, pratico, ben organizzato e impermeabile. L’umidità nei boschi può essere micidiale, e avere cambio e sacco a pelo asciutti fa la differenza tra un’escursione felice ed una fallimentare.

Zaino da Trekking

Zaino da Trekking per gita di un giorno

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la capienza. Ovviamente, il volume di carico giusto dipende dal tipo di camminata e dal periodo dell’anno.

In estate, per esempio, non serve portare troppa attrezzatura con noi; pertanto, quello di cui avremo bisogno sarà uno zaino mediamente capiente (intorno ai 30 litri), leggero ed essenziale.

Zaino da Trekking per escursioni di più giorni

Se l’escursione nella natura si protrae per più giorni, con un pernottamento in una baita o in un rifugio, aumentano anche i nostri bisogni. Più oggetti, di conseguenza, significano più spazio necessario e zaini più grandi.
In questi casi, meglio optare su zaini fino ai 50 litri, dotati di tasche laterali e di allacciature che consentano una corretta distribuzione del peso tra schiena, spalle e anche, in modo tale da non arrivare a fine giornata distrutti.
Il discorso cambia se decidessimo di passare la notte all’aperto. Con tenda, sacco a pelo e tutto il resto dell’attrezzatura per il bivacco da trasportare lungo i sentieri diventa obbligatorio munirsi di uno zaino per escursioni da oltre 55 litri di volume.
Oltre all’allacciatura ventrale, tornerà comodissimo anche averne una all’altezza del petto, per bilanciare non solo il peso, ma anche l’equilibrio. Quando il sentiero si farà ripido la ringrazieremo.

Cosa mettere nello zaino da trekking

Dopo aver scelto lo zaino da trekking che più soddisfa le nostre esigenze, è arrivato il momento di riempirlo. Nuovamente, cosa portare per il trekking dipende dal tipo di escursione e dalla sua durata. Alcune cose, però, sono strettamente indispensabili a prescindere dall’avventura che ci accingiamo a vivere:

Cosa mettere nello zaino da trekking

  • Borraccia termica
  • Occhiali da sole
  • Cappello con visiera, che oltre a proteggere dai raggi solari potrebbe diventare preziosa anche in caso di pioggia.
  • Una maglietta e un paio di calzettoni di ricambio, specie se la giornata dovesse diventare eccessivamente “bagnata”
  • Un k-way o un giubbotto sportivo impermeabile
  • Kit di pronto soccorso. Al suo interno, oltre a garze, cerotti e disinfettante, mettiamo anche un fischietto. Attirare l’attenzione di qualcuno, soprattutto se siamo da soli, in caso di spiacevoli inconvenienti diventa importantissimo.
  • Bussola e cartina della zona
  • Stringhe di riserva
  • Torcia (con pile di ricambio)

Per i Trek plurigiornalieri troveranno spazio nello zaino anche il sacco a pelo, il cuscino, i vestiti di ricambio e tutto il “necessaire” per sopravvivere più giorni lontano da casa. D’inverno non dimentichiamoci guanti, cappello pesante e maglioni tecnici, cercando di trovare il miglior equilibrio tra materiali, ingombro e protezione dal freddo.

Nei periodi dell’anno dove è facile incontrare una perturbazione, ricordiamoci anche di avere con noi un telo impermeabile con cui coprire lo zaino, tenendo al riparo tutta la nostra attrezzatura da trekking.

Come fare lo zaino

Abbiamo lo zaino, abbiamo ciò con cui riempirlo, adesso arriva l’operazione cruciale. Come si fa lo zaino da trekking? Prima di tutto disponiamo sul letto o sul pavimento tutta la nostra attrezzatura per l’escursione che sta per partire.

Il principio base deve essere quello dell’organizzazione. Il peso deve essere concentrato al centro, gli oggetti non devono “ballare” all’interno dello zaino né costringerci a posture scomode e dannose per le nostre camminate.

Prima di tutto, nelle tasche inseriremo tutti gli oggetti a cui potremmo aver bisogno di accedere rapidamente (occhiali da sole, cappello, mappe, eventuali snack energetici…). Anche la borraccia, probabilmente l’oggetto più importante in nostro possesso, deve essere a portata di mano.

Preparare lo zaino da trekking

Gli oggetti più pesanti, diversamente da quanto saremmo portati ad immaginare, non vanno posti sul fondo dello zaino. In basso, meglio mettere l’attrezzatura più morbida e meno pesante, quella di cui non dovremmo aver bisogno frequentemente: parliamo del cambio o del sacco a pelo, ad esempio.

Dove mettere l’attrezzatura più “consistente”? Vicino allo schienale, per non sbilanciare il peso verso l’esterno e tenerlo vicino al nostro baricentro. L’imbottitura dello schienale dello zaino da trekking, inoltre, protegge da eventuali spigoli o sporgenze dure e fastidiose.

Sopra, a ridosso dell’apertura dello zaino, posizioniamo gli oggetti che potrebbero esserci utili in caso di contrattempi o imprevisti, come il k-way o il kit del pronto soccorso. Se dovessimo finire nel bel mezzo di un temporale improvviso, sarebbe una vera seccatura dover disfare lo zaino sotto la pioggia battente per raggiungere l’impermeabile.

Zaino trekking: qualche ulteriore consiglio

Il rischio, nel preparare lo zaino da trekking, è sempre quello di dimenticarsi qualcosa di importante o addirittura fondamentale. Con tutto ciò che bisogna fare per pianificare un’escursione al meglio, è più che probabile finire con lo scordare un dettaglio prezioso.

Una buona norma è quella di prepararsi una checklist con tutto ciò di cui abbiamo bisogno, da spuntare una volta inserito l’oggetto nello zaino.

In questa fase, domandiamoci anche se possa esserci qualcosa di utile a cui non abbiamo ancora pensato, ipotizzando le diverse situazioni che potrebbero capitare (freddo/caldo, pioggia/sole, condizioni del terreno che affronteremo…).

Arrotoliamo i vestiti di ricambio, non si stropicceranno e guadagneremo spazio. Questo vale anche per i panni sporchi: non appallottoliamoli, ma cerchiamo di tenerli in ordine. Ultima cosa sullo zaino da escursione: evitiamo il più possibile di stravolgerlo, anche una volta arrivati a destinazione. Estraiamo solo ciò che ci serve, di volta in volta.

Questi sono i nostri consigli per lo zaino da trekking, voi ne avete degli altri?